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Storia

La coltivazione della oliva “Bella di Cerignola” risale ad epoche immemorabili. Sicuramente all’inizio era trasformata più per soddisfare le esigenze di famiglia che per fini commerciali. La sua diffusione è andata via via espandendosi nel mondo, ed in particolare negli Stati Uniti di America, fino rendere questa oliva una tra le più pregiate cultivar da mensa. Alcuni autori ritengono che questa cultivar derivi dalle olive “Orchites” dei romani, altri che sia stata introdotta dalla Spagna prima del 1400, nel periodo aragonese. Tuttavia, non essendo mai stata presente tra le cultivar indigene della penisola iberica, può essere considerata una varietà autoctona dell’agro di Cerignola nell’antica Daunia oggi conosciuta come Tavoliere delle Puglie. La produzione e il commercio di questa oliva da tavola hanno sempre rappresentato un’attività di grande rilievo per Cerignola e bisogna dare atto agli operatori di tutti i tempi, della volontà e della diligenza poste per una crescente affermazione sui mercati di consumo nazionale ed esteri. Già alla fine dell’Ottocento si hanno notizie di olive, conciate nella zona di Cerignola, inviate nella parte orientale degli Stati Uniti di America. Tali olive venivano spedite nei caratteristici barili di legno “Vascidd”, di capacità variabile dai 50 a 100 Kg, e ancor più nei cosiddetti “Cugnett”, tipici recipienti di legno di forma troncoconica da 5-10 Kg. Questi ultimi venivano utilizzati per consentirne la fornitura spicciola a carattere quasi casalingo e familiare, che avrebbe poi avuto il valore di intensa e convincente diffusione commerciale dell’oliva nella lontana America. Successivamente, le olive di Cerignola, intorno al 1920, furono introdotte anche in California grazie al fenomeno migratorio che giunse ad interessare la parte occidentale degli Stati Uniti d’America. Nel 1930 l’oliva di Cerignola è stata ritenuta da una commissione tecnica preposta per la individuazione delle migliori cultivar da mensa italiane tra le più pregevoli e adatte alla produzione di olive verdi. Nel 1969, presso l’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Pavoncelli” di Cerignola, viene tenuto uno specifico seminario di studi sull’oliva da mensa “Bella di Cerignola”, al quale prendono parte numerosi esponenti del mondo agricolo, del mondo industriale e di quello accademico. Nel 1976 viene pubblicato un lavoro effettuato negli anni 74 e 75 dall’Istituto di Industrie Agrarie dell’Università di Bari sulla trasformazione con metodo californiano dell’oliva Bella di Cerignola nera, con il quale si dà formalmente avvio a tale tipo di trasformazione della pregiata cultivar. Nel 1980 viene pubblicato un lavoro effettuato dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di Parma sulla conservazione delle olive verdi e nere Bella di Cerignola. Nel 1984 viene pubblicato un lavoro eseguito dall’Università degli Studi di Bari nel quale si puntualizza che l’oliva Bella di Cerignola, da secoli diffusa in alcuni territori della Provincia di Foggia al punto da essere ritenuta varietà autoctona, rappresenta una delle migliori varietà per la produzione di olive da mensa grazie alla costante elevata pezzatura delle drupe ed alle loro buone caratteristiche qualitative. Nell’anno 2000 la varietà di oliva da tavola “Bella di Cerignola” ha ottenuto la registrazione europea come Denominazione di Origine Protetta “La Bella della Daunia”.